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SCOPRIRE LA CONOSCENZA DI DIO CON UN LINGUAGGIO SEMPLICE
 



LE NUOVE FRONTIERE DELLA SCIENZA E DELLA BIOLOGIA - 1

PREMESSA BIBLICA
 
 


IL VOLERE DI DIO NELLA CREAZIONE - LA RESPONSABIITA’ DELL’UOMO

 

Nei primi capitoli del libro della Genesi Dio traccia nel volere della sua creazione un progetto di armonie alla cui attuazione intende coinvolgere “Adam”, una figura simbolica che vista sotto il profilo religioso rappresenta “l’uomo” di tutti i tempi. Dio inaugura il suo progetto della creazione guidando l’azione dell’uomo costituito come suo “partner”. Lo dota d'intelligenza per renderlo capace d’incontro con la volontà del suo Creatore, nella prospettiva dialogica di comprendere il ‘senso’ del mondo e di proclamare la “gloria” di Dio attraverso la sua esperienza di vita.

La Bibbia, nel presentare in un involucro rudimentale e con una visione mitologica l’origine del mondo, pone certamente l’autore biblico in netta opposizione con le attuali conoscenze scientifiche. Per coerenza non dovremmo accettare come credibili queste rappresentazioni anacronistiche riportate dalla Bibbia, e necessariamente dovremmo rigettare in blocco il racconto della creazione. Per questo è veramente difficile per il lettore moderno apprezzare la profondità e la costante validità del primo libro
della Bibbia, la Genesi.

La risposta della Bibbia sulle origini dell’uomo sicuramente non è indirizzata ad un accertamento scientifico. La Bibbia, infatti, non intende raccontarci quando sia sorto materialmente il mondo o quando sia apparso l’uomo sulla terra. La Bibbia, uno scritto concepito e redatto oltre 2000 anni fa, considerato anche il livello delle conoscenze del tempo, non poteva mai e poi mai entrare nel merito della concezione scientifica delle origini del mondo. In effetti, il racconto biblico della creazione va spogliato della “veste mitica” e del “linguaggio simbolico” che lo caratterizza, per far emergere la sua verità profonda che intende trasmettere, sicuramente non in termini scientifici quanto invece sul piano religioso.

Da un'analisi prettamente religiosa del racconto biblico della creazione emerge che Dio, creatore di tutte le cose, assegna all’uomo il ruolo di gestore responsabile della natura, con il compito di “custodire l’integrità del creato” e il “dovere di rispettare la vita dell’uomo”, nella consapevolezza che tutte le cose create sono buone e perfette, ed esistono in funzione dell’uomo. Dio traccia un progetto di armonie idonee al raggiungimento del benessere, della pace e della felicità universale dell’uomo; nello stesso tempo fissa i principi etico-morali che l’uomo dovrà responsabilmente rispettare per corrispondere alla sapienza e alla volontà di Dio espresse nell’opera della creazione. L’uomo, creatura fatta da Dio, deve riconoscere la sua naturale finitezza accettando le leggi della creazione. Egli è obbligato anche a rispettare le norme morali che regolano l’uso della sua libertà. Per questo motivo Dio chiede all’uomo l’abbandono filiale e la fiducia incondizionata, affinché il potere conferito lo guidi sempre verso il bene e illumini la sua ragione nella retta intelligenza.
Purtroppo, fin dalle origini, l’uomo tende a prescindere dal progetto che Dio gli aveva proposto attuando, per sua libera scelta, un progetto alternativo che lo porta ad infrangere le armonie della creazione e la sua relazione di comunione con il Creatore. Secondo la Bibbia, in questa rottura originaria del piano divino va ricercata la radice di tutti i mali che insidiano le relazioni sociali tra gli uomini e attentano alla dignità della persona.
Il racconto biblico ammonisce che la tendenza naturale dell’uomo ad una radicale autosufficienza comporterà la punizione esemplare da parte di Dio!
 
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