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LA BIBBIA È CONSIDERATA UN AUTOREVOLE "MONUMENTO RELIGIOSO" CHE
VEICOLA LA RIVELAZIONE DI DIO ALL’UMANITÀ INTERA


 
1 - La Bibbia – Notizie redazionali,letterarie,religiose e storico geografiche
 
 
 
APPRENDIMENTO DI BASE: Il termine ‘Bibbia’ deriva dal greco. Originariamente significa ‘libri’. Nel Medio Evo fu dato l’appellativo di “biblia-bibliorum”, cioè il libro dei libri, il libro per eccellenza. La Bibbia è costituita da una raccolta di libri antichi risalenti a circa 2000-3000 anni fa, opera di vari autori vissuti in epoche diverse e luoghi diversi, scritti in lingue differenti (ebraico, aramaico e greco).
Sul ‘piano letterario’ costituisce una grossa eredità spirituale che ha esercitato un influsso incalcolabile sulla mentalità, sulla cultura e sull’arte di ogni tempo. Sul ‘piano religioso’ il testo biblico è considerato la Sacra Scrittura, ossia il libro ispirato da Dio, deputato a rappresentare il punto di riferimento autorevole delle grandi religioni monoteiste (Ebraismo, Cristianesimo, Islamismo). Sul ‘piano geografico’ lo scenario è rappresentato da un piccolo territorio del Medio Oriente che si colloca tra i fiumi il Tigre, l’Eufrate e il Giordano. In particolare la Palestina, o terra d’Israele con capitale Gerusalemme, rappresenta il teatro d’azione dei Vangeli. Sul ‘piano redazionale’ la Bibbia è divisa in due grandi sezioni, chiamate <Antico Testamento> e <Nuovo Testamento>. Nel 100 a.C. praticamente tutto l’Antico Testamento era stato redatto tale e quale oggi noi lo conosciamo; verso la fine del I° secolo e i primi del II° secolo d.C. anche il Nuovo Testamento può considerarsi redatto nella stessa stesura che è arrivata a noi. Sul ‘piano dottrinale’ il numero dei libri che compongono la Bibbia differiscono da una religione e l’altra, e tra le varie confessioni.

APPROFONDIMENTO: Il termine ‘Bibbia’ deriva dal greco, originariamente significa ‘libri’. Nel Medio Evo fu dato l’appellativo latino di “biblia-bibliorum”, il libro dei libri, il libro per eccellenza. 
La Bibbia è costituita da una raccolta di libri antichi risalenti a circa 2000-3000 anni fa, opera di vari autori vissuti in epoche diverse e luoghi diversi, scritti in lingue differenti (ebraico, aramaico e greco) su strisce di pergamena ricavate da pelli di animali o su strisce ottenute da una pianta acquatica, il papiro. Pergamene e papiri erano chiamati ‘rotoli’. La loro composizione si estende dal XIII° secolo a.C. al I° secolo d.C. La lingua ebraica documentata dal X° secolo a.C., usuale degli ebrei seminomadi della Palestina, fu soppiantata dall’aramaico intorno al VI° secolo. Gesù stesso parlava in aramaico e gli stessi Vangeli menzionano alcune sue espressioni in questa lingua. La lingua greca sarà la grande protagonista dei libri scritti posteriormente alla predicazione di Gesù, anche se ci risultano pervenuti libri antichi tradotti in greco da un originale ebraico.
 
 
Lo scenario geografico è rappresentato da un piccolo territorio confinato in un angolo del Medio Oriente, chiamato dalla Bibbia inizialmente il paese di Canaan, inserito in un “vasto insieme geografico” irrigato dai fiumi il Tigre, l’Eufrate e il Giordano che, poiché realmente assume la forma di un arco, è stato denominato “la mezzaluna fertile”. Confina a sud con la valle del Nilo e col deserto di Arabia.
In particolare la Palestina, o terra d’Israele come viene spesso denominata dalla Bibbia, con capitale Gerusalemme, rappresenta il teatro d’azione dei Vangeli. È costituita da una striscia di terra costiera lunga circa 300 Km; verso l’interno si inoltra fino alla profonda valle del fiume Giordano. L’estremità meridionale, comprendente le colline della Giudea, è stata abitata per molto tempo dai Filistei; la parte settentrionale è formata dalle colline della Samaria e più a Nord dalla regione della Galilea. Per la sua strategica posizione geografica nel Mediterraneo, fin dai tempi più remoti, il paese e i suoi abitanti sono stati spesso coinvolti in una serie di lotte per il potere. 
 
 
Il testo biblico è considerato «La Sacra Scrittura», ossia il libro ispirato da Dio deputato a rappresentare il punto di riferimento autorevole delle grandi religioni monoteiste (Ebraismo, Cristianesimo, Islamismo). La tradizione sia giudaica che cristiana ha sempre considerato la Bibbia un libro divino, non tanto perché contiene verità religiose, quanto perché nella sua stessa genesi letteraria è ritenuto scritto da Dio con il concorso di determinati autori umani.
La Bibbia raccoglie un arco letterario che, dopo una indefinita preistoria orale, si è cristallizzata in scritti che descrivono storie che risalgono dal X-XI° secolo a.C. fino ai Vangeli, nati in piena epoca imperiale romana. Sul piano redazionale, la prima vera raccolta di libri biblici risale al ritorno in Palestina di quel gruppo di ebrei avvenuto nel IV° secolo a.C., dopo l’esilio di Babilonia. La raccolta dei libri dei Profeti risale a circa il 200 a.C. Il “
canone” rappresenta per la religione cristiana l’elenco dei libri contenuti in questa raccolta ritenuti “normativi” per la vita del credente. Sono divisi in due grandi sezioni chiamate <Antico Testamento> e <Nuovo Testamento>. Nel 100 a.C. praticamente tutto l’Antico Testamento era stato redatto tale e quale noi oggi lo conosciamo. Verso la fine del I° secolo d.C. e i primi anni del II° secolo anche il Nuovo Testamento può considerarsi redatto nella stessa stesura che è arrivato a noi. 
Per molti secoli i libri della Bibbia furono trascritti a mano da copisti, cosiddetti ‘amanuensi’, che talora apportarono delle varianti al testo originale. Fin dall’antichità la Bibbia fu tradotta in altre lingue. La traduzione antica più famosa è quella dei “settanta” in lingua greca, risalente ai secoli III°-II° a.C. Questo strano appellativo deriva da un’antica tradizione secondo la quale 72 dotti ebrei, in 72 giorni, tradussero in greco i primi cinque libri della Bibbia. Le prime traduzioni in latino comparvero ai tempi dell’impero romano. Per mettere ordine fra le tante traduzioni latine, verso il 400 San Girolamo pubblicò la sua traduzione chiamata “Volgata” che ebbe un enorme successo; divenne la traduzione ufficiale in latino della Chiesa Cattolica. Durante il Rinascimento la traduzione più celebre fu quella di Martin Lutero. La prima traduzione completa cattolica dai testi originali è stata quella di Vaccari nel 1958. Oggi le versioni italiane dai testi originali sono numerose. Una speciale menzione meritano la traduzione ad opera della Conferenza Episcopale Italiana (CEI) e la traduzione interconfessionale in lingua corrente della Alleanza Biblica Universale (ABU). 
 
 
La Bibbia è uno dei più grandi capolavori di saggezza religiosa dell’umanità; rappresenta il documento sacro, a fondamento delle religioni monoteiste, che veicola la rivelazione scritta inviata da Dio all’umanità intera e che è principio e norma di vita. La Bibbia è considerata un grande e autorevole “monumento religioso” che custodisce inesplorabili profondità di disegno e architettura di valori spirituali. È il libro più tradotto e più diffuso nel mondo che ha segnato la storia dell’umanità, la cultura universale, l’arte e la legislazione di molti popoli. Per le tante esigenze di una buona comprensione ha suscitato una tale mole di studi che difficilmente finiranno di investigare la materia trattata, considerandone l’enorme vastità. Durante il Medio Evo fu il testo più copiato dagli amanuensi e il testo a cui si ispirarono i massimi artisti dell’arte rinascimentale, facendovi germogliare insospettate potenzialità emotive. Fu il primo libro impresso dai torchi di Gutemberg nel 1450; la prima Bibbia Ebraica fu stampata a Venezia nel 1516. Attualmente le edizioni della Bibbia non si contano più: da una stima attendibile pare sia stata tradotta in 1600 lingue!
 
 
La Bibbia però non rappresenta soltanto un prezioso libro religioso. Da secoli la Bibbia ha prodotto una serie incalcolabile di testimonianze attestanti che milioni di persone vi attingono come ragione e regola di vita. Nonostante luci ed ombre, fondamentalismi, letture spregiudicate e perfino scandalose, la Bibbia contiene innumerevoli pagine di umanesimo, splendidi esempi di santità e indirizzi universali di carattere etico-morale.
Sul piano dottrinale il numero di libri che compongono la Bibbia differiscono fra una religione e l’altra, e fra le varie confessioni religiose. 
Per la
Religione Cattolica i libri sono 73, divisi in 46 denominati «Antico Testamento» e 27 «Nuovo Testamento». Quanto al numero di libri che formano l’Antico Testamento, i cristiani vi includono i libri “Deuteronimici”, libri che invece vengono esclusi dai protestanti. Tradizionalmente all’interno dei 46 libri è possibile cogliere una struttura ripartibile in tre grandi sezioni: 1°) Libri storici, che si distinguono per il loro radicamento nel racconto e nella narrazione, per tutto ciò che attiene alla vita e alle tradizioni storiche e popolari. 2°) Libri profetici, in cui vengono proposte le diverse forme di predicazione dei singoli profeti. 3°) Libri sapienziali, che attingono alla cultura del tempo per attestare la Verità di Dio. 
La
Bibbia ebraica comprende 39 libri, respinge in toto il Nuovo Testamento, riconosce solo l’Antico Testamento, ritenendo che le promesse racchiuse in esso non siano ancora realizzate visibilmente nel tempo. 
L’
Islam, infine, pur attingendo al concetto di Dio unico rivelato dalla Bibbia, si distingue nettamente dalla religione cattolica ed ebraica. Pur accettando quali figure profetiche Abramo, Mosè e Gesù, la dottrina islamica si riconosce solo in Maometto, considerato come l’ultimo dei profeti al quale Dio (Allah) avrebbe rivelato la sua parola raccolta nel ‘Corano’, che è l’unico libro di riferimento e a fondamento della religione islamica.
 
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